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Vessazioni condominiali parte seconda: le leggi da conoscere

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Quando un installatore vi costringe a comprare da lui i telecomandi commette un illecito?

In seguito all’articolo del 2010 Vessazioni Condominiali abbiamo ricevuto varie telefonate di persone che hanno la ricevente bloccata e devono per forza rivolgersi all’installatore per avere un nuovo telecomando.

Premettiamo che potreste mettere una seconda radio in parallelo sull’impianto (vendiamo dei kit universali con telecomandi e l’installarle non è complicato, abbiamo anche fatto degli articoli al proposito)

In tutti questi anni la domanda che molti ci pongono è: “Ma quale legge devo invocare per far valere i miei diritti?

Alcuni citano il sito Condomini.it e la legislazione vigente:

Art. 1117-quater. (Tutela delle destinazioni d’uso).

In caso di attività che incidono negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d’uso delle parti comuni, l’amministratore o i condomini, anche singolarmente, possono diffidare l’esecutore e possono chiedere la convocazione dell’assemblea per far cessare la violazione, anche mediante azioni giudiziarie. L’assemblea delibera in merito alla cessazione di tali attività con la maggioranza prevista dal secondo comma dell’articolo 1136».

Non è sbagliato citare questa legge, ma io credo si perda di vista il problema: non stiamo parlando solo di un attività che incida negativamente sulle condizioni d’uso, ma una violazione delle leggi che regolano l’acquisto di un bene (l’automazione del vostro condominio o la radio ricevente).

La cosa è sia semplice che complicata (infatti ci sono molte sentenze della Cassazione che riguardano la legge sulla compravendita), innanzitutto partiamo da un concetto base: se voi acquistate un bene, il bene diventa vostro. Se invece prendete un bene in noleggio, vi danno una licenza d’uso, o comodato gratuito o affitto il bene lo usate voi ma è di un altro che impone le regole.

Il concetto è semplicissimo: Se voi acquistate una macchina di marca Fiat potrete (nei limiti della legge) andarci dove volete, farla riparare da chi volete, metterci la benzina che volete e parcheggiarla dove volete, così se comprate una Ferrari o una Mercedes. Nulla vi vieta di portare una Fiat 500 a riparare da un meccanico Ferrari (magari in quel momento ha poco lavoro e accetta). Il bene è vostro e ne fate quel che volete. E’ implicito nella compravendita dei beni. Il bene è vostro.

La legislazione Italiana lo stabilisce chiaramente: Codice civile art. 1470 e segg. (fino al 1509)

Un impianto d’automazione al pari di un citofono è un bene che viene acquistato insieme alla installazione con un contratto, sia verbale che scritto (per i condomini è sempre scritto, può essere un preventivo da accettare) tale contratto dovrebbe avere al suo interno la clausola “tutti telecomandi dovranno essere acquistati dall’installatore” per obbligarvi a prendere da lui i telecomandi. Ma non ci sarà mai questa clausola vessatoria nel contratto. Non lo firmereste (e se lo firmaste potreste invalidarlo).

Quindi la radio installata ha un vizio.

Art. 1490 codice civile

GARANZIA PER I VIZI DELLA COSA VENDUTA
1. Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.

Il fulcro della questione quindi è che il bloccare l’impianto radio della vostra automazione (ed è vostra, l’avete pagata ed acquistata; non è una proprietà del venditore che la gestirà negli anni) significa inserire un qualcosa che non vi permette di usarla appieno, limitandone l’uso. E se il venditore tace del vizio del bene venduto (la ricevente bloccata che non vi permette di fare nuovi telecomandi) sta violando la legge e lo fa in malafede per obbligarvi ad acquistare da lui tutti i telecomandi oltre a quelli forniti con l’installazione.

L’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) può aiutarvi a districarvi con le leggi che regolano l’acquisto del bene:  (Fonte ADUC)

VIZI DEL BENE: LE GARANZIE
Come gia’ detto il venditore deve garantire rispetto alla qualita’ del bene e all’assenza di vizi che lo rendano inidoneo all’uso.

La prima “garanzia” e’ quella genericamente prevista dal codice civile a copertura dei vizi occulti, non facilmente riconoscibili, ed ovviamente non conosciuti dal compratore. L’acquirente puo’ contestare al venditore ogni vizio che renda il bene inidoneo all’uso a cui e’ destinato o ne diminuisca sensibilmente il valore, chiedendo -alternativamente a seconda del caso- la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo, entro otto giorni dalla scoperta dello stesso. L’eventuale azione legale, che puo’ anche comprendere una richiesta di rimborso del danno, deve esser promossa entro un anno dalla consegna del bene.

Equiparata al vizio occulto e’ la mancanza delle qualita’, promesse od essenziali, della cosa, tenendo presente quello che e’ l’uso specifico cui e’ destinata (esempio tipico: vino inacidito o di gradazione diversa da quella voluta).
In questi casi, il contratto e’ sottoposto a risoluzione per inadempimento (con gli stessi termini di 8 giorni e 1 anno ricordati prima).
Stessa cosa nel caso in cui il bene sia diverso da quanto chiesto o previsto sul contratto (si veda piu’ avanti il settore dedicato all’INADEMPIMENTO).

Nel caso il venditore fornisca una garanzia di buon funzionamento, il termine per denunciare il difetto e’ di 30 giorni dalla scoperta, e la prescrizione per intentare l’azione e’ di 6 mesi, sempre dalla scoperta.

Se il vizio si presenta su un bene acquistato da un consumatore
(compreso il vizio di conformita’, ovvero la difformita’ del bene rispetto a quanto pattuito, in generale) e’ applicabile la cosiddetta garanzia biennale di legge, introdotta per la prima volta nel 2002 e poi confluita nel codice del consumo del 2005. Da precisare che questa garanzia spesso si aggiunge (ed e’ alternativa) a quella del produttore, contrattuale e resa attraverso i centri di assistenza sparsi sul territorio italiano.

Installatore innocente o doloso?

La domanda che ci si può porre è: “Ma c’è un vizio di forma nel lavoro dell’installatore o un dolo?” La risposta la conoscete già, il tecnico vuole obbligarvi ad acquistare da lui e ai suoi prezzi i nuovi telecomandi.

Il dolo si ha quando il contraente e’ stato raggirato o ingannato ed ha conseguentemente stipulato un contratto che non avrebbe mai sottoscritto o avrebbe sottoscritto a condizioni diverse (dolo determinante o incidente). Esempio: il venditore nasconde che l’auto ha molti piu’ Km di quelli segnalati dal contachilometri: qui c’e’ proprio un raggiro del venditore.

(Sempre fonte ADUC)

E il dolo prevede la possibilità di annullare il contratto, in ogni caso il contratto non è stato rispettato e non dovreste pagare l’impianto, ma si presuppone che scopriate il “particolare” dopo un po’ di tempo… entro quanto tempo potete far valere i vostri diritti ed annullare il contratto?

Esse si prescrivono in cinque anni. In caso di annullabilita’ per vizio del consenso o incapacita’ legale il termine decorre dal giorno in cui e’ cessata la violenza, e’ stato scoperto l’errore o il dolo, e’ cessato lo stato d’interdizione o d’inabilitazione, ovvero il minore ha raggiunto la maggiore eta’. Negli altri casi il termine inizia invece dalla conclusione del contratto (c.c.art.1442)

Ma cosa significa annullare il contratto? L’installatore o smonta tutto e ripristina quel che c’era prima (molto difficile) o vi cambia la radio ricevente condominiale e tutti i telecomandi. Perchè il tecnico è stato inadempiente nel rispettare la sua parte del contratto (di solito i condomini pagano e il tecnico fa quel che dicono i condomini)

Eccezione di inadempimento (c.c.art.1460)
Nei contratti a prestazione corrispettiva, ciascuno dei contraenti puo’ rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione se l’altra parte non adempie la propria o non offre di adempiere contemporaneamente la propria.
Se il contratto prevede termini di adempimento diversi, e’ la parte che deve adempiere successivamente all’altra che puo’ rifiutarsi se questa non rende la prestazione o la rende in modo inesatto.
E’ una sorta di “autotutela” che puo’ essere messa in atto, per esempio, dal consumatore che ha acquistato un bene che non gli viene consegnato o gli viene consegnato in modo errato. Il consiglio e’, come sempre, interloquire per iscritto magari con una diffida o una messa in mora, a seconda dei casi.

(Ancora una volta fonte ADUC)

Res tradita

Ci sono casi in cui il venditore/installatore promette una cosa e ne fa un altra. Però chi ci ha contattato non aveva i contratti dell’installatore sottomano e difficilmente il tecnico scriverà che vi blocca la ricevente (potrebbe parlare genericamente di ricevente radio per telecomandi rolling code di sicurezza a prova di copia); in ogni caso si potrebbe parlare di Res tradita (o Aliud pro alio: “qualcosa per qualcos’altro”, voi non volevate una ricevente bloccata!)

cioè non si parla genericamente della merce consegnata, ma si parte già dal presupposto dell’aliud pro alio: “configurabile solo quando la cosa consegnata sia diversa nel genere rispetto a quella pattuita, ossia la res tradita non appartiene al genus in cui rientra la res vendita, non essendo sufficiente la mancanza di qualità essenziali per l’uso a cui la cosa era destinata” (http://www.dirittoepiemonte.it/arti­coli/aliud_proalio.htm)

La cassazione ne ha parlato e ve lo cito per dirvi che i termini di prescrizione possono essere più lunghi, quindi potreste essere in tempo per rivalervi sull’installatore:

• In tema di compravendita, qualora la «res tradita» sia completamente diversa da quella pattuita, in quanto appartenente a un genere diverso, ricorre l’ipotesi non della mancanza delle qualità promesse, ma della consegna di «aliud pro alio», che dà luogo a un’ordinaria azione di risoluzione ex art. 1453 cod. civ., svincolata dai termini di decadenza e prescrizione previsti dall’art. 1495 cod. civ.. (La S.C., nel cassare la sentenza di merito, ha ritenuto che ricorresse, nella specie, la vendita di «aliud pro alio», avendo il venditore consegnato due pitture da cavalletto in luogo dei due affreschi oggetto della pattuizione, beni che soddisfano peculiari esigenze estetiche, in quanto appartenenti a un genere pittorico unico e aventi valore venale superiore). — Cass. II, sent. 686 del 16-1-2006

Fonte: http://www.ordineavvocati.roma.it/Documenti/Giur%20Lezione%20Vendita%2017-4.pdf

Sempre dalla stessa fonte, la cassazione ha specificato che il sostituire il bene non estingue il dolo e la garanzia; e che il venditore deve sapere che sta facendo un dolo (vi assicuro che bloccare una ricevente, in modo da costringere la gente a venire da voi per i telecomandi, non è una cosa che si fa per sbaglio) per chiedere il rimborso o la sostituzione della radio condominiale.

Cass. Civ. SS.UU. 19702/2012

“il contenuto dell’obbligazione “di garantire il compratore da vizi della cosa” che è tra le obbligazioni principali del venditore, è precisato dagli artt. 1492, 1493 e 1494 che attribuiscono al compratore la facoltà di domandare a sua scelta la risoluzione ovvero la riduzione del prezzo, sia la restituzioni che i rimborsi o, da ultimo, il risarcimento del danno, salvo che il venditore non provi di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa.”

E naturalmente se l’installatore sostituisce la radioricevente parte una nuova garanzia per il bene (Cass. Sez. Un., sent. 13294 del 21-6-2005)

Il presupposto è che voi non avete firmato un contratto di esclusiva con l’installatore per la fornitura dei telecomandi, ma un contratto che prevedeva l’installazione di un automazione. Poi se voi chiamate un altro tecnico per la riparazione o comprate i telecomandi sul nostro sito sono decisioni vostre. Non ve le può imporre lui perchè non ha un contratto di esclusiva che vi obbliga. La radio installata non permette di aggiungere i telecomandi per colpa sua?

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza del 21 novembre 2012, n. 20557.

Se il climatizzatore non risponde alle caratteristiche pattuite il contratto è risolto.

La massima: La vendita di “aliud pro alio” configura una ipotesi di inadempimento contrattuale, diversamente dalle ipotesi di vendita di cosa affetta da vizi o mancante delle qualità promesse, che integrano la fattispecie dell’inesatto adempimento; nel primo caso al compratore spetta l’azione generale di risoluzione contrattuale per inadempimento, svincolata dai termini di decadenza e prescrizione previsti dall’art. 1495 c.c. (Cass. n. 7561 del 30/03/2006; Sez. 2, Sentenza n. 686 del 16/01/2006). Pertanto, la qualificazione dell’una o dell’altra ipotesi è compito precipuo del giudice di merito, in base al generale principio iura novit curia, di talché non è configuratale la pretesa violazione di legge (art. 112 c.p.c.). L’ipotesi di cui all’art. 1497 c.c. è pur sempre compresa nella più ampia fattispecie di cui all’art. 1453 c.c. della risoluzione per inadempimento, soggiacendo solo al regime di decadenza e prescrizione stabilito dall’art. 1495 c.c

Chi è il proprietario del condominio? I condomini o l’amministratore?

La risposta è ovvia, ma nel caso l’amministratore sapesse della ricevente bloccata e non l’avesse detto ai condomini? Beh, magari l’ha fatto in buona fede o no, potrebbe essere tenuto a spiegare le sue azioni, ma sono i condomini i proprietari che acquistano l’automazione.

ART. 1494 COD. CIV.

• In tema di vendita, la riconoscibilità del vizio (equiparata alla conoscenza) esclude il sorgere della garanzia cosicché l’acquirente non può ottenere né la risoluzione del contratto né la riduzione del prezzo, né, conseguentemente, il risarcimento del danno previsto dall’art. 1494 cod. civ.. Il giudizio sulla conoscibilità del vizio costituisce apprezzamento di fatto che, se adeguatamente e logicamente motivato, si sottrae al sindacato di legittimità. — Cass. II, sent. 3644 del 16-2-2007

Se l’amministratore sapeva cosa l’installatore stava facendo (magari da precedenti lavori su altri condomini) non conta per annullare la garanzia contro i vizi di forma: l’amministratore non è l’acquirente del bene e non ne sarà il futuro proprietario (al limite è un complice dell’installatore, ma diamo per scontata la sua buona fede).

Infatti il cancello condominiale e la radioricevente sono parti comuni (non i telecomandi che sono di proprietà dei condomini)

«Art. 1117. (Parti comuni dell’edificio).

Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:

  1. tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;

  2. le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune;

  3. le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche».

Credo di aver fornito abbastanza articoli di legge e spiegazioni per evitare altri 5 anni di telefonate (non sono un avvocato), in ogni caso siamo contenti di potervi aiutare. Se l’articolo vi è stato utile o vi sembra interessante condividetelo o commentatelo. Ci fa sempre piacere.

Antonello

Fonti:

Una precisazione, nel precedente articolo vi dicevamo che se non trovavate la chiave del lucchetto della ricevente potevate spaccarlo. Esiste quest’articolo del codice civile per il condominio:

«Art. 1134. (Gestione di iniziativa individuale).

Il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente».

Va da se che un amministratore pignolo potrebbe dire che non era urgente spaccare il lucchetto e che l’avrebbe fatto fare lui, io ritengo che il chiamare un operaio per spaccare e sostituire il lucchetto sia equivalente a chiamare un elettricista per sostituire le lampadine sulle scale: una spesa evitabile. Lo spacco io e dò a tutti copia delle nuove chiavi facendomi rimborsare il costo. O ne dò una al capo condomino che farà le copie e si farà rimborsare lui.
Quando vi citano una legge simile trovate sempre un esempio logico che dimostri che stanno dicendo una scemenza.

Come duplicare un telecomando Dea TD2 su un telecomando Jane V

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Un telecomando Jane V può apprendere al suo interno fino a 4 telecomandi di diverse marche, modelli e di due frequenze diverse (433,92Mhz e 868,35Mhz) e a codice fisso.

La programmazione del telecomando Jane-V è semplicissima, in questo caso gli facciamo apprendere un Dea TD2 a 433,92Mhz a codice fisso.

Il telecomando Jane-V è un prodotto Italiano, economico, disponibile in otto colori e resiste al peso di un furgone che gli passa sopra.

Come Programmare un Telecomando BFT B RCB 2

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Video istruzioni sulla programmazione di un radiocomando BFT B RCB 2 partendo da un telecomando BFT Mitto 2, la procedura è più facile da fare che da spiegare e un immagine (in questo caso un filmato) vale più di 1000 parole.

Trovate il telecomando BFT B RCB 2 (che sostituisce tutti i telecomandi Mitto) a questo link

Programmazione telecomandi Telcoma

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Da: paolino XXXX [mailto:pXXXX@alice.it]

Inviato: lunedì 2 luglio 2012 21.57

A: info@telecomandiuniversali.it

Oggetto: Richiesta informazioni

telecomando telcoma tango2 slim Desidero sapere come duplicare il tango 2. grazie…

Egregio signor Paolino,
Per programmare il suo telecomando Telcoma deve agire direttamente sulla radio ricevente (nella centralina) premendo un tasto su di essa e un tasto sul suo telecomando

2. Autoapprendimento
– Premere per un’attimo il tasto P1, il led relativo
emetterà una serie di 5 lampeggi.
– Entro questo periodo trasmettere con il telecomando
che si vuole utilizzare.
– L’accensione fissa del led per circa 3 secondi indica che il codice è
stato appreso con successo.
– Il led riprende a lampeggiare aspettando un nuovo telecomando
da memorizzare, se dopo altri 5 lampeggi non ne riceve nessuno, il
ricevitore esce automaticamente dalla fase di programmazione.
Il nostro trasmettitore e ricevitore sono già funzionanti!
– Seguire la stessa procedura anche per gli altri tasti P.

Le accludo le istruzioni (Trova tutto a pag.9) Documento Adobe PDFtango-istruzioni Telcoma

Queste istruzioni sono valide per tutta la serie Tango e Noire della Telcoma

La serie TANGO è composta da:
TANGO 2 SLIM Trasmettitore a 2 canali
TANGO 4 SLIM Trasmettitore a 4 canali
TANGO SR1 Ricevitore ad innesto, 1 canale, per centraline
Telcoma
TANGO SR2 Ricevitore ad innesto, 2 canali, per centraline
Telcoma
TANGO RB1 Ricevitore mini a morsettiera, 1 canale
TANGO RB2 Ricevitore mini a morsettiera, 2 canali
TANGO R4 Ricevitore modulare a morsettiera, 4 canali
La serie NOIRE è composta da:
NOIRE 2 Trasmettitore a 2 canali
NOIRE 4 Trasmettitore a 4 canali
NOIRE SR1 Ricevitore ad innesto, 1 canale, per centraline
Telcoma
NOIRE SR2 Ricevitore ad innesto, 2 canali, per centraline
Telcoma
NOIRE RB1 Ricevitore mini a morsettiera, 1 canale
NOIRE RB2 Ricevitore mini a morsettiera, 2 canali
NOIRE R4 Ricevitore modulare a morsettiera, 4 canali

Compatibilità

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Da: fabio [mailto:fabioxxxx@yahoo.it]
Inviato: martedì 24 aprile 2012 13.03
A: info@telecomandiuniversali.it
Oggetto: Richiesta informazioni
Nome: fabio
Email: fabioxxxx@yahoo.it
Messaggio:
P-334
telecomando bft t02
Desidero sapere …cortesemente se si puo’ e come programmare il telecomando
bft t01 sulla frequenza del CAME432S le qui specifiche sono:
cept-lpd 1 DGPGF/SEGR/2/037 337621/FD E01960680.
grazie per la collaborazione, distinti saluti

Da: Telecomandiuniversali.it [mailto:info@telecomandiuniversali.it]
Inviato: martedì 24 aprile 2012 14.37
A: ‘fabio’
Oggetto: R: Richiesta informazioni
Egregio signor Fabio
I due telecomandi sono incompatibili in quanto lavorano su
due frequenza diverse di trasmissione (30.875Mhz il Bft e 433.92Mhz il Came).
Rimanendo a disposizione per Eventuali Chiarimenti
Distinti Saluti
Antonello (Relazioni col pubblico)

Riceviamo decine di richieste del tipo “Ma il mio telecomando XYZ è compatibile con il KHB?

Come si fa a capire cosa è compatibile con un altro telecomando è difficile, spesso bisogna fare delle prove, ma alcuni telecomandi sono proprio incompatibili tra di loro, non c’è nulla da fare non si possono mettere i codici dell’uno sull’altro (o su un terzo) per unificare due telecomandi.

Per capire quali telecomandi siano compatibili tra loro bisogna fare delle prove, invece ci sono alcuni accorgimenti per capire quali siano proprio incompatibili.

Ci sono tre principali cause di incompatibilita:

  1. Frequenza: è una grandezza, espressa in hertz (Mhz per i telecomandi) che ci dice il numero di eventi che si ripetono in una unità di tempo. La corrente elettrica è alternata con frequenza 50hertz: ogni secondo la polarità si inverte per 50 volte. 1 Herz significa un ciclo al secondo.I telecomandi viaggiano su tre principali range di frequenza misurati in Megaherz (milioni di cicli al secondo): Quarzati (da 15 a 40.685Mhz), in Frequenza libera (da 230 a 418Mhz), in Frequenza Europea(433,92 o 868,35Mhz). Attualmente le uniche frequenza ammesse sono quelle Europee.1ª regola: i telecomandi con frequenze diverse non sono compatibili tra di loro.
  2. Tipo di codice trasmesso: ciò che viene trasmesso milioni di volte al secondo è un codice che la ricevente confronta con quello che possiede in memoria, se i due codici combaciano fornisce un impulso di apertura al cancelloI codici possono essere fissi (sempre uguali) o dinamici (detti anche Rolling Code), questi ultimi vengono generati tramite un algoritmo stabilito dal fabbricante 2ª regola: Un telecomando con codice fisso e uno con codice variabile non sono compatibili tra di loro.
  3. Fabbricante: Nel tempo i fabbricanti hanno inventato decine di tipologie di trasmissione: Rolling Code, Hopping Code, Multi Pass System, codice lungo, codice corto, codice binario, codice trinario… 3ª regola: Due telecomandi di due marche diverse difficilmente sono compatibili tra di loro, soprattutto se rolling code (esistono rare eccezioni: una ditta ha acquistato la seconda o una ditta fabbrica per la seconda; se i telecomandi si somigliano e hanno il nome molto simile possono essere uguali)

Le prime due regole sono categoriche, la terza ha le sue eccezioni; se volete orientarvi nella giungla dei vari telecomandi o se vi chiedete se il telecomando del cancello può funzionare sulla basculante seguendo questo schema potete dire nel 90% dei casi quali telecomandi siano compatibili tra di loro.

Istruzioni di programmazione Centralina Teleco RCM434A01

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Da: B…. Bruno [mailto:xxx@xxx.it] Inviato: martedì 27 marzo 2012 12.03 A: info@radiotelecomandi.com Oggetto: radiotelecomandi.com: acquisto 2 telecomandi Buongiorno, qualche giorno fa ho comprato per la nostra ditta XXXX SRL due telecomandi Teleco TXP433,92. Ci siamo sentiti ieri telefonicamente perchè abbiamo per sbaglio programmato i due cancelli sulla stessa frequenza, quindi ora quando si apre il cancello principale si apre anche quello secondario nello stesso momento.  Abbiamo provato a staccare la corrente in un cancelle e poi nell’altro ma sembra che la frequenza è già salvata sul telecomando o nella centralina quindi non si può più riprogrammare.  Come da sua richiesta le mando dunque il codice delle due riceventi per la procedura di riprogrammazione: TELECO 433.92MHZ RCM434A01  se gentilmente mi dice come posso cancellare i codici salvati sulla centralina così da poterli riprogrammare da capo.  Grazie per la sua gentilezza.  Mi manda anche il manuale per la centralina che non ce l’ho?  Grazie Cordiali saluti

Egregio signor Bruno, per programmare le radioriceventi deve spegnerne una mentre programma i radiocomandi sulla seconda (e l’inverso), non rischierà così che due centraline apprendano lo stesso tasto come comando.

Per cancellare invece i codici basta seguire le istruzioni di seguito:

Per cancellare tutti i codici in memoria:
1)Tenere premuto il tasto P2 per almeno 0.8 sec, il buzzer B1 emetterà un
suono intermittente lento, rilasciare il tasto P2 e ripremerlo entro 0,5 sec.,
mantenendolo premuto per almeno 10 sec. (durante questo periodo il buzzer
B1 emetterà un suono intermittente veloce) finché il buzzer B1 emetterà un
suono costante. Al termine rilasciare il pulsante.

Le accludo le istruzioni da scaricare, distinti saluti

T036.01 RX434SCHEDA

Compatibilità tra telecomandi BFT

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Da: a a.xxxxxxx@alice.it Inviato: venerdì 20 febbraio 2012 14.28 A: info@telecomandiuniversali.it Oggetto: Richiesta informazioni telecomando bft t01 Salve, io tempo fa acquistai un telecomando BFT T01 già configurato dal tecnico che ha modificato la centralina del nuovo cancello. Alcuni giorni fa ho dovuto ri-sostiruire tutta la centralina del cancello, e mi sono trovato a dover comprare i telecomandi nuovi (BFT MITTO-2M). Ora sebbene già ne abbia comprati 3 di nuovi, vorrei capire come si faccia a ri-programmare il mio vecchio telecomando BFT T01 con il nuovo modello BFT MITTO-2M. Ho provato a fare da solo ma essendoci una programmazione a dip switch non riesco a capire come configurarlo con uno con programmazione automatica. La ringrazio anticipatamente per la risposta. Arrivederci.

Egregio signor A.

Il suo vecchio modello a codice fisso con levette (o dip switch) BFT T01 ha una frequenza di 30.875Mhz, da alcuni anni non più in uso in Italia. Il suo tecnico le ha sostituito sia la centralina che la radio che ora riceve la frequenza 433.92Mhz con codifica Rolling Code. I due tipi di codifica e le due frequenza sono incompatibili tra di loro.

Alla sua domanda si poter usare ancora il suo vecchio telecomando l’unica possibilità è farsi rimettere dentro la centralina la vecchia scheda radio 30.875Mhz in parallelo alla nuova.

Ma se il suo installatore/tecnico l’ha sostituita può averlo fatto perchè vecchia e malfunzionante (oltre che fuorilegge dal 1999 in base alle norme UE sulle radiofrequenze), o può essersi rotta a causa dell’età mentre la maneggiava. I radiocomandi T01 sono anche fuori produzione, li trova come ricambi (quindi ad un prezzo maggiorato).

Quindi la mia risposta è: mi spiace ma non può utilizzare i vecchi radiocomandi e inoltre non le conviene. I Mitto 2 sono telecomandi migliori e duplicabili solo da parte di chi (come lei) ha un telecomando autorizzato dalla centralina e solo davanti al proprio cancello/centralina. I vecchi T01 possono essere clonati fraudolentemente in 10 secondi da chiunque abbia accesso al suo telecomando: basta aprirli e guardare la posizione delle levette.

Spero di essere stato esauriente